Pietro il Grande, Imperatore di Russia

Erano le una del mattino del 30 Maggio 1672, quando Natal’ja Kirillovna Naryskina la seconda moglie dello Zar Alessio I, diede alla luce Pietro Alekseevic Romanov. Prende il nome dell’apostolo Pietro, la sua nascita a Mosca fu annunciata dai rintocchi della Torre di Ivan il Grande, e dal Cremlino spararono a salve per tre giorni. Alla morte del padre, sali al trono Fedor suo fratello, primogenito semi-invalido di Alessio e della sua prima moglie. Durate il regno del fratello, la vita di Pietro trascorse tranquilla nei palazzi del Cremlino o nel Kolomenskoe. Lo Zar Fedor non avendo eredi, decise che la sua successione, sarebbe stata scelta dalla folla. Alla morte di quest’ultimo il 27 aprile 1682, la folla radunata sotto il balcone, acclamò quasi all’unanimità lo Zar Pietro, che diede inizio al suo regno sotto la reggenza della Madre.
Il suo regno non iniziò nel migliore dovette far fronte alla rivolta di Mosca del 1682, fatta esplodere da sua sorella la Zarevna Sofia, contraria alla scelta della sua salita al trono. Alcuni giorni dopo il 29 maggio, i rivoltosi presentarono una petizione nella quale si chiedeva che data la giovane età dello Zar, divenisse reggente la Zarevna Sofia. Questa richiesta fu accettata dai boiari e dal patriarca che quello stesso giorno annunciarono che la Zarevna Sofia Alekseevna, sostituiva la Zarina Natalia in qualità di reggente. Il 25 Maggio, alle ore cinque del mattino, nella Cattedrale della Dormizione ebbe luogo la duplice Incoronazione degli Zar Ivan e Pietro. Poco dopo insieme alla madre, lasciò il Cremlino per trasferirsi nella dimora di Preobrazenskoe, sul fiume Jauza. Fu qui che il giovane Pietro ebbe modo di imparare il “mestiere del soldato”, fu qui che inizio a gettare le basi di quello che in seguito verrà chiamato Reggimento Preobrazenskij, rimasto in azione fino alla caduta della monarchia russa nel 1917. Mentre gli anni scorrevano, veniva sempre più a galla il problema della successione al trono. Ivan, infatti, dal suo matrimonio al quale era stato costretto, aveva avuto solo figlie femmine. Pietro cosi, si ritrovava costretto a sposarsi e a generare un erede al trono di Russia. La Madre scelse per il figlio la giovane Evdokija Lopukhina, appartenente ad una vecchia famiglia moscovita, ed il loro matrimonio, celebrato il 27 gennaio del 1689, si rivelò un completo fallimento, a tal punto che, dopo poco tempo, Pietro non riusciva a sopportare la presenza della moglie al suo fianco. Nel tardo pomeriggio del 17 agosto 1689 inziò a circolare una lettera anonima nella quale si comunicava che nel corso della notte l’esercito privato di Pietro avrebbe assaltato lo Zar Ivan e la reggente Sofia. A seguito dell’arresto del suo ciambellano, Pietro, insieme ad alcuni suoi fedelissimi fuggì nel cuore della notte per rifugiarsi al monastero della Trinità. Dopo numerose diatribe, il 14 settembre giunse nel Quartiere Tedesco un proclama di Pietro, rivolto a tutti i militari, nel quale si ribadiva l’esistenza di un complotto e li invitava a raggiungerli al monastero. Gli ufficiali stranieri, dopo qualche dubbio iniziale, partirono alla volta del monastero, mentre gli strelizzi rimasti a Mosca minacciarono Sofia di dare inizio ad una rivolta se non fosse stato consegnato loro Šaklovitij. La donna, nel timore di venire anch’essa uccisa in un eventuale tumulto, lo consegnò loro ed essi lo portarono al cospetto di Pietro. La lotta era finita e la reggenza conclusa; Pietro aveva vinto.

Durante i primi anni di regno, il governo fu amministrato da un ristretto numero di persone che aveva sostenuto Pietro nel suo recente scontro con Sofia. Il 28 febbraio 1690 nacque l’erede al trono, lo Zarevic Alessio Petrovic. Nell’estate del 1695, lo Zar riprese la guerra contro i Tatari di Crimea e il loro padrone, l’Impero Ottomano. La campagna si rivelò però fallimentare a causa di diversi problemi: mancavano ingegneri esperti in assedi e il sistema di rifornimento era inadeguato per sostenere 30.000 uomini per un lungo periodo. Nel secondo tentativo Pietro, riuscì ad assediare e conquistare Azov; Il 10 ottobre lo zar fece trionfale ritorno a Mosca. Il 20 ottobre 1696, approvò la costituzione della Marina Russa; Essendo fallita la prospettiva di una campagna congiunta contro l’impero ottomano, Pietro stipulò un trattato di pace con questo e rivolse nuovamente le sue attenzioni al Mar Baltico, con l’appoggio di Danimarca, Norvegia, Sassonia e Regno di Polonia, dichiarò quindi guerra alla Svezia, che era guidata dal sedicenne Carlo XII. Mentre polacchi e svedesi erano impegnati a combattersi, Pietro fondò la grande citta di San Pietroburgo (in onore di San Pietro Apostolo). Gli ultimi anni di regno di Pietro I furono contrassegnati da ulteriori riforme. Nel 1721, dopo aver concluso la pace con la Svezia, venne acclamato Imperatore di tutta la Russia (alcuni gli proposero di prendere il titolo di Imperatore dell’Est ma egli rifiutò). Non avendo eredi, una legge del 1722 concessa a Pietro il privilegio di scegliere il suo successore ed egli scelse sua moglie Caterina. Pietro mori nel 1725, venendo seppellito nella Cattedrale di Pietro e Paolo, nell’omonima fortezza da lui voluta a San Pietroburgo.